martedì 25 giugno 2019

34. DECRETO DI VENERABILITA' DI NUCCIA TOLOMEO

La Sessione Ordinaria del Congresso dei Cardinali e dei Vescovi della Congregazione delle cause dei Santi il 26 marzo 2019 ha dato parere favorevole sulle virtù eroiche della Serva di Dio Gaetana Tolomeo. Il relativo Decreto è stato sottoposto al giudizio del Santo Padre Papa Francesco, il quale il 6 aprile 2019 ha autorizzato la Congregazione ad emettere il Decreto. 

CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI
CATACENSIS – SQUILLACENSIS
BEATIFICATIONIS et CANONIZATIONIS
Servae Dei
GAETANAE TOLOMEO
Christifidelis laicae
(1936-1997)
DECRETUM  SUPER  VIRTUTiBUS

     «Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio» (1 Cor 1, 27-29).

     La Serva di Dio Gaetana Tolomeo, comunemente conosciuta con il diminutivo di Nuccia, fu testimone dell’amore misericordioso di Dio, vivendo nella gratitudine per il dono dell’immobilità e per la partecipazione alle sofferenze di Gesù. La sua immobilità fisica fu il mezzo attraverso il quale raggiunse un grande numero di persone e offrì sé stessa quale vittima d’amore.
     La Serva di Dio, primogenita di Salvatore e Carmela Palermo, nacque a Catanzaro, 10 aprile 1936: era il venerdì santo. All’anagrafe la sua nascita fu denunciata solamente il seguente 19 aprile. La bambina venne battezzata il 12 luglio dello stesso anno. Educata cristianamente in famiglia, quando Nuccia mosse i primi passi iniziò a evidenziare una paralisi progressiva e deformante, che ne impedì il normale sviluppo corporeo. Nuccia dovette vivere tra la sedia e il letto di casa praticamente per tutta la vita. Dopo aver consultato molti medici, nel 1941 la Serva di Dio fu inviata per cure presso una zia a Cuneo, dove rimase fino al 1944 per gli eventi della seconda guerra mondiale. Le cure tuttavia risultarono vane e non arrestarono la progressione della paralisi.
     Nel 1945 Nuccia ricevette la Prima Comunione, probabilmente insieme alla cresima. Riuscì a frequentare la scuola primaria fino alla quarta elementare. A causa dell’infermità, era in tutto dipendente dalle persone che stavano attorno a lei: mentre il padre non accettò la malattia della figlia e reagì con atteggiamenti sempre più violenti anche verso gli stessi membri della famiglia, la mamma la seguì con grande amore materno e cristiano e le cugine le furono vicine. In più, non le mancava il sostegno spirituale di alcune Suore Paoline e dell’Istituto Palazzolo e anche di alcuni sacerdoti.
     Nuccia, con grande fede, si immerse sempre più nella sua particolare sequela di Cristo sofferente. La sua crescita spirituale comportò anche forti prove, segnate da angoscia, mestizia, fatica e dolore. Unendosi alle sofferenze di Cristo e sperimentandone la consolazione, visse la trasfigurazione della croce nella forza della consolazione e della speranza. Il suo viso spesso si illuminava di un sorriso contagioso. Era molto devota dell’Angelo Custode, che chiamava amabilmente con il nome di “Sorriso”, e di San Pio di Pietrelcina. Amava il rosario, la meditazione della Parola di Dio, la preghiera dell’Ora santa e la Via Crucis. Nel 1952 poté partecipare ad un pellegrinaggio a Lourdes dove si offrì per la prima volta vittima per i peccatori, offerta che rinnovò in seguito a favore della Chiesa, dei carcerati, dei giovani, dei peccatori e per la santificazione dei sacerdoti. La Serva di Dio diventava, in tal modo, un modello eccezionale di evangelizzazione della sofferenza con la sofferenza. Fino all’età di trenta anni riuscì a partecipare alla Messa domenicale, portata in braccio. Fece parte dell’Azione Cattolica e della Milizia della Anime Riparatrici del Cuore di Gesù.
     Nel 1976 nacque il gruppo folk “Due Mari-Città di Catanzaro” che, anche grazie alla musica popolare, le offrì frequenti occasioni di sollievo spirituale, dando, allo stesso tempo, a molti giovani l’opportunità di confrontarsi con il Vangelo. La casa di Nuccia divenne sempre più un luogo di incontro, di preghiera e anche di formazione cristiana.
     Nel 1980 morì il papà della Serva di Dio, per la cui salvezza aveva pregato e sofferto molto. In quell’anno Nuccia era ormai arrivata alla paralisi completa che le provocò la tentazione della disperazione, superata con l’abbandono totale in Gesù Crocifisso. «Ringrazio l’Amore di avermi crocifissa per amore», amava ripetere. Nel 1993 morì anche la madre della Serva di Dio.
     L’anno seguente Nuccia iniziò un’intensa attività con Radio Maria, in un programma attraverso il quale si rivolgeva a coloro che soffrivano nel corpo e nello spirito, specialmente ai carcerati che chiamava fratelli ristretti senza dimenticare i giovani e le famiglie in difficoltà. Tantissime erano le persone che si rivolgevano a lei telefonicamente o per lettera. Tutti esortava a custodire la comunione con Gesù e Maria quale risposta alle necessità fisiche e spirituali.
Sorella morte la colse la sera del venerdì 24 gennaio 1997. Le sue ultime parole furono: «Voglio Gesù».
     Perdurando la sua fama di santità, il 31 luglio 2009 si tenne la prima sessione pubblica dell’Inchiesta diocesana presso la Cappella dell’Ospedale “Pugliese” di Catanzaro. L’Inchiesta si concluse il 24 gennaio 2010. Con decreto del 9 aprile 2011, questa Congregazione delle Cause dei Santi ne ha riconosciuto la validità giuridica. Preparata la Positio, si è discusso, secondo la consueta procedura, se la Serva di Dio abbia esercitato in grado eroico le virtù. Il 6 marzo 2018 ha avuto luogo, con esito positivo, il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 26 marzo 2019, presieduta da me Card. Angelo Becciu, hanno riconosciuto che la Serva di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali e annesse. 
     Fatta una accurata ralazione di tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco dal sottoscritto Cardinale Prefetto, Sua Santità, accogliendo i voti della Congregazione delle cause dei Santi, ratificandoli, oggi ha dichiarato: esistono le prove dell'esercizio delle virtù teologali della Fede, della Speranza e della Carità, sia verso Dio e sia verso il proissimo, così come delle virtù cardinali della prudenza, della giustizia, della temperanza e della fortezza, e delle virtù ad esse annesse, in grado eroico della Serva di Dio Gaetana Tolomeo (detta Nuccia), il Sommo Pontefice ha ordinato che questo Decreto sia reso di pubblico diritto e sia riportato negli Atti della Congregazione delle cause dei Santi, in casu et ad effectum de quo agitur. 

     Datum Romae, die 6 mensis Aprilis a. D. 2019. 

                               Angelus Card. Becciu
                                 Praefectus
 


X Marcellus Bartolucci

Archiep. tit. Mevaniensis
a Secretis
 


mercoledì 30 gennaio 2019

33. NUCCIA TOLOMEO: XV CONVEGNO - 27.01.2019


Domenica 27 gennaio 2019, alle ore 17,30, nella Chiesa del Monte in Catanzaro, dove sono custoditi i suoi resti mortali, abbiamo ricordato la Serva di Dio Nuccia Tolomeo nel 9° anniversario della conclusione della Causa di beatificazione (24.01.2010) e nel 22° anniversario del suo pio transito (24.01.19). 
    Abbiamo ascoltato un messaggio autobiografico Nuccia e la testimonianza di alcune grazie concesse da Dio per intercessione di Nuccia. 
     È seguita la Santa Messa presieduta da Don Vincenzo Lopasso, professore di Sacra Scrittura nel Seminario Teologico San Pio X di Catanzaro, e animata dal coro di Maria e Gerardo Pullano. 
Nuccia è stata un’icona luminosa del Crocifisso, dono di Dio alla Chiesa. La sua testimonianza di fede, di speranza e di carità continua a essere per tutti stimolo di autentica vita cristiana. Ripercorriamo il Convegno con un filmato.


Foto


L'Assemblea  nella Chiesa del Monte

Padre Pasquale Pitari guida il Convegno

La concelebrazione











Don Vincenzo Lopasso offre la sua riflessione sulla spiritualità di Nuccia incentrata sulla croce
ALCUNE GRAZIE
Michele Merola
La zia di Fabio legge la testimonianza della sorella Mariagrazia
Genny e Francesco Franco
Fabio e Mariagrazia



Manuel D'Ascoli

La tomba di Nuccia nella Cappella del Crocifisso