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martedì 26 gennaio 2016

30. NUCCIA TOLOMEO: XII CONVEGNO - 24.01.2016

  Domenica 24 gennaio 2016 alle ore 17,15 nella Chiesa del Monte in Catanzaro, dove sono custoditi i suoi resti mortali, abbiamo ricordato la Serva di Dio Nuccia Tolomeo nel 6° anniversario della conclusione della Causa di beatificazione (24.01.2010) e nel 19° anniversario del suo pio transito (24.01.1997).
    Abbiamo ascoltato la voce di Nuccia, la sua invocazione allo Spirito Santo e due sue preghiere, lette da Anna Iacopetta, nelle quali Nuccia afferma la sua volontà di offrirsi  vittima d'amore con Gesù crocifisso per l'umanità penante. Insieme abbiamo approfondito la sua spiritualità.
    Abbiamo pure ascoltato, dalla voce dei protagonisti, il racconto di cinque grazie concesse da Dio per intercessione di Nuccia
   E' seguita la Santa Messa presieduta da Don Sergio Iacopetta e animata dal coro di Maria e Gerardo Pullano. 
Ripercorriamo il Convegno con dei filmati.
Nuccia è stata un’icona luminosa del Crocifisso, dono di Dio alla Chiesa. La sua testimonianza di fede, di speranza e di carità continua a essere per tutti stimolo di autentica vita cristiana.

1. Introduzione (su gloria.tv)
2. Due testimonianze di guarigione  (su gloria.tv)
(Rita Rocca - Sabrina Spanò)
3.Tre testimonianze di guarigione (su gloria.tv)
(Luigi Speziale, Paolo Marcione, Francesco Paolo Parente)
Una preghiera per Stefania Restuccia
4. Omelia di Don Sergio Iacopetta e preghiera (su gloria.tv)

GALLERIA DI FOTO












 



martedì 7 maggio 2013

27. NUCCIA TOLOMEO: IX CONVEGNO DIOCESANO - 27.01.2013

CRONACA DEL IX CONVEGNO DIOCESANO SULLA SERVA DI DIO NUCCIA TOLOMEO
Commemorata nella chiesa del Monte a Catanzaro
Nuccia Tolomeo: una donna sotto la croce di Gesù.
Presieduta da Mons. Cantisani la concelebrazione eucaristica
dopo la rievocazione filmata di alcuni pensieri e momenti di vita
di Guido Mauro 
Padre Pasquale Pitari introduce il convegno
Numerosi sono stati i fedeli che nel pomeriggio di domenica 27 gennaio sono convenuti nella chiesa del Monte a Catanzaro per ricordare insieme Nuccia Tolomeo nel 16° anniversario del suo beato transito alla Casa del Padre, dopo quasi 60 anni di vita vissuti umilmente e fiduciosamente ai piedi della Croce di Gesù, sua inesauribile fonte di gioia e di serenità nel suo difficile percorso terreno. La commemorazione si è svolta in due fasi: nella prima P. Pasquale Pitari, postulatore della causa di beatificazione di Nuccia, ha indicato ai presenti la specificità del suo stile di vita e, con l’aiuto di diapositive e filmati elettronici, ha proposto alcuni pensieri ed alcune esperienze di questa donna di Catanzaro, forte nella sua debolezza; nella seconda S.E. Mons. Antonio Cantisani ha presieduto la concelebrazione eucaristica (con molti padri cappuccini) e nell’omelia ha ben delineato gli aspetti fondamentali della solida spiritualità cristiana di questa nostra sorella.







Nel corso della S. Messa è stata presentata la “Positio”, 
La Positio

cioè lo stato dei documenti oggi disponibili, necessari per la richiesta di avvio della causa di beatificazione alla Santa Sede: si tratta delle varie testimonianze di grazie concesse dal Signore per intercessione di Nuccia Tolomeo.
L'Assemblea
«Che ha fatto di straordinario questa donna per essere santa?» ha chiesto P. Pasquale all’inizio del suo intervento. E, rispondendo alla domanda che chiunque potrebbe rivolgere a chi l’ha conosciuta e vuole far conoscere la sua specificità unica e irripetibile, il Padre cappuccino ha risposto che Nuccia ha vissuto in pienezza il suo Battesimo in Cristo, cioè ha offerto se stessa per gli altri, ha offerto la sua sofferenza per la guarigione degli altri; fisicamente immobile, sempre circoscritta nella stessa stanza, Nuccia ha saputo dare al proprio sguardo una estensione universale e alla sua sofferenza un profondo significato, quale umile e sereno contributo alla Passione di Nostro Signore per la Redenzione di ogni persona umana e di tutto il creato. Per la grande abbondanza dei meriti di questa donna, vissuta sempre sotto la croce di Gesù, tutti noi possiamo imparare da lei e attraverso di lei implorare ogni grazia divina. Dalle sue preghiere e dai suoi pensieri emergono l’accettazione della sofferenza e la gratitudine al Signore per la gioia e la pace interiore, per l’affetto dei familiari e degli amici e per tutto quanto contribuiva a farla sentire una persona viva nel segno dell’Amore. «Amare – diceva Nuccia – vuol dire donare, dare qualche cosa, dare se stessi in cambio di niente; ognuno è un dono di Dio per gli altri e anch’io, con la mia sofferenza, sono un dono di Dio per accompagnarvi nel cammino verso il cielo tra le varie difficoltà della vita terrena e continuerò ad amarvi oltre la vita. Le persone che amo non muoiono mai».
Sullo schermo appositamente allestito nella chiesa tutti i fedeli presenti hanno poi potuto vedere, dopo 24 anni, alcune scene della visita di Mons. Cantisani a Nuccia Tolomeo, che l’Arcivescovo andò a trovare a casa l’8 aprile 1989, e ascoltare la voce di Nuccia nei momenti di fiduciosa preghiera al Signore, «che mai abbandona i suoi figli».


OMELIA DI MONS. CANTISANI (su gloria.tv)

Nel corso dell’omelia l’Arcivescovo emerito ha rilevato con forza la particolare grazia concessa dal Signore alla nostra città e l’attualità della presenza reale e misteriosa di Nuccia, che sta oggi qui tra di noi a spiegarci la Parola del Signore appena ascoltata, tratta dal Vangelo di Luca. Si tratta di un passo molto significativo, nel quale Gesù, proclama a Nazaret la sua identità di Messia e la sua missione di liberazione dell’uomo da ogni forma di schiavitù che ostacola o blocca la sua azione; la salvezza integrale, che Egli ha avuto dal Padre la missione di annunciare per la gioia e la vita piena di ogni persona umana, comporta e determina un costante impegno la giustizia e la pace. «Oggi si è compiuta la Scrittura che avete udito» aveva detto Gesù ai suoi ascoltatori nel tempio, suscitando in loro stupore, sdegno e rifiuto e dando inizio a quel percorso di vita, accettato consapevolmente e fedelmente, che lo avrebbe portato alla condanna a morte e alla crocifissione sul Calvario per la salvezza dell’umanità. E anche oggi, ai nostri giorni, si è compiuta in Nuccia quella Parola eterna di Dio, che annuncia sempre il felice connubio tra l’Amore e la Sofferenza, dal quale traggono origine frutti grandiosi di grazia e di salvezza. Dalla vita di Nuccia emerge più che mai eloquente il commento al brano evangelico sulla missione di Gesù, con alcuni importanti e preziosi insegnamenti: la centralità di Cristo, Figlio di Dio ed unico Salvatore, la sapienza del cuore e l’accettazione della sofferenza.
Il Coro "Santissima Trinità"
Nuccia accettò di affidarsi e consegnarsi totalmente a Gesù, con una fede rinnovata giorno per giorno e con un amore ardente per gli altri, perché nessuno morisse di freddo e andasse perduto; con la sapienza del cuore Nuccia si adoperò ad impiegare bene il tempo concessole da Dio e lo fece avvicinandosi a Lui, contribuendo con le sue preghiere e i suoi consigli spirituali all’edificazione del Suo Regno ed elevando il livello della propria ed altrui vita cristiana ordinaria; con l’accettazione della propria sofferenza fisica e della propria immobilità, Nuccia sperimentò nella storia del XX secolo la capacità di amare col cuore di Dio, che in Gesù Cristo Crocifisso e Risorto ha rivelato in modo sconvolgente tutto il suo Amore eterno, profondo, sconfinato e onnipotente verso l’umanità, chiamata alla gioia della fraternità universale.
Al termine della gioiosa celebrazione, resa più suggestiva dalle note di musica sacra, i fedeli hanno potuto accostarsi ad alcune reliquie di Nuccia Tolomeo, esposte per la venerazione e la preghiera.  Guido Mauro

mercoledì 9 febbraio 2011

25 - NUCCIA TOLOMEO: VII CONVEGNO DIOCESANO

TAPPE DI UN CAMMINO DI FEDE
"La Serva di Dio NUCCIA TOLOMEO verso la gloria"
mercoledì 26 gennaio 2011 - ore 17,30
Chiesa del Monte in Catanzaro


• 19 (10).04.1936 - Nuccia nasce a Catanzaro Sala.
• 24.01.1997 - Nuccia muore a Catanzaro Sala.
• 26.01.2007 - 1° Convegno a Materdomini: L’arcivescovo annuncia il processo di beatificazione: è utile, è opportuno, è doveroso!
• 22.04.2007 - 2° Convegno nella chiesa di San Giuseppe.
• 23.01.2008 - 3° Convegno nella chiesa di San Giuseppe.
• 23.01.2009 - 4° Convegno nella chiesa di San Giuseppe.
• 16.07.2009 - Editto di inizio del Processo di beatificazione.
• 24.01.2010 - 5° Convegno nella chiesa di San Giuseppe: Conclusione del processo diocesano di beatificazione.
• 17.09.2010 - Esumazione dei resti mortali di Nuccia dalla tomba.
• 01.11.2010 - 6° Convegno nella chiesa del Monte:
Collocazione dei resti mortali di Nuccia accanto al Crocifisso.
• 26.01.2011 - 7° Convegno nella chiesa del Monte:
Tappe di un cammino di fede "La serva di Dio Nuccia Tolomeo verso la gloria".


La chiesa diocesana di Catanzaro-Squillace ha vissuto un momento intenso di spiritualità mercoledì 26 gennaio 2011, alle ore 17,30, nella chiesa del Monte in Catanzaro, dove è stato celebrato il settimo convegno sulla serva di Dio Nuccia Tolomeo, nella ricorrenza del primo anniversario della conclusione del processo di beatificazione e del 14° anniversario della morte. Nella stessa chiesa sono collocati i resti mortali di Nuccia nella cappella del Crocifisso: la tomba è visitata ogni giorno da centinaia di fedeli. Ancora è viva la commozione del giorno 1 novembre 2010, solennità di tutti i Santi, quando in modo solenne sono state riposte in chiesa le venerate reliquie, durante il 6° convegno diocesano.
La presenza dell’arcivescovo Mons. Antonio Ciliberti, che ha concelebrato con altri otto sacerdoti, per ringraziare Dio per il dono della sua serva, ha dato all’avvenimento un carattere e un significato particolari. Come segno e testimonianza della sua devozione personale e della importanza della fama di santità che via via Nuccia ha assunto nella vita della chiesa diocesana per i suoi messaggi intrisi di sapienza dello Spirito Santo, anche nei precedenti sei convegni l’arcivescovo era stato presente.


Il convegno si è svolto alla presenza di almeno 250 fedeli in un clima di grande fervore spirituale, soprattutto nei momenti in cui si è ascoltata la voce di Nuccia.

Lei è stata la protagonista del convegno: abbiamo ascoltato la sua voce per ben 11 minuti in tre momenti diversi. Ha, dapprima, parlato di sé e del significato del dolore nel progetto di Dio; poi nella celebrazione eucaristica, al momento della preghiera dei fedeli, ha recitato una invocazione allo Spirito Santo e, infine, ha trasmesso un messaggio in cui ha trattato le caratteristiche della vera gioia. Ha detto Nuccia: “La vera gioia nasce dall’esistere e dall’essere creature libere in un mondo meraviglioso, fatto per noi; nasce dalla consapevolezza di essere amati, dalla capacità di amare, di pensare, di scegliere. La felicità nasce dall’agire bene, dal godere di ogni dono di Dio; per cui dovremmo essere sempre lieti e riconoscenti… La vera felicità è fatta di semplicità… Non conosco io il profumo dell’erba e vorrei tanto poterla odorare in un mattino d’estate. Fatelo voi per me e gioite. La felicità è alla portata di tutti, non cercatela su strade lontane, sbagliate. Apprezzate la vita e vivetela con grande rispetto, ricordando che nel rispetto della vita sta la vera libertà”. Pensieri stupendi!

Due sono stati i momenti strutturali del convegno:
il primo momento (circa 38 minuti) è stato un excursus delle varie tappe del cammino di fede verso la beatificazione di Nuccia. Si è parlato dei 6 precedenti convegni realizzati nell’arco di 4 anni. Il primo, celebrato a Materdomini il 26 gennaio 2007 con la partecipazione del conduttore di radio Maria Federico Quaglini, è stato memorabile per le parole dell’Arcivescovo: “E’ giusto, è opportuno e doveroso il processo della beatificazione di Nuccia”. Seguirono altri 4 convegni celebrati tutti nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe nel quartiere di Pianocasa, il cui parroco Don Salvino Cognetti è stato di una disponibilità e di una accoglienza straordinaria. Il quinto convegno, celebrato il 24 gennaio 2010, è coinciso con la conclusione del processo diocesano, iniziato il 16 luglio 2009, giorno di San Vitaliano, con la promulgazione dell’Editto in cattedrale dinanzi a tutto il clero diocesano e a tantissimi fedeli.

La prima parte del convegno è stata introdotta dal vicepostulatore della Causa, il cappuccino Padre Pasquale Pitari, e dal seguente film di 27 minuti, composto dallo stesso.



Rivolgendosi a Nuccia, Ida ha ricordato: “Il tuo ‘amen’ è divenuto un alleluia’”. Tra le altre cose la signora Ida ha detto: “Sei stata una piccola donna, umile, semplice, ma grande nell’amore, nell’abbandono, nella fiducia verso il Signore. Sei stata una creatura piena di gioia di vivere, nonostante le tue condizioni e il tuo corpo contorto”.


Il secondo momento è stato una solenne liturgia concelebrata dall’Arcivescovo con il Padre Provinciale dei Cappuccini, padre Giambattista Urso, e altri sette sacerdoti con la partecipazione di due diaconi.
La liturgia è stata animata dal coro “SS. Trinità” guidata dalla signora Maria Pullano e all’Organo Gerardo Pullano. Liturgista e maestro di cerimonie il signor Alberto Lorenzo. La particolarità della celebrazione è legata ai due momenti dell’ascolto della voce di Nuccia durante la preghiera dei fedeli (4 minuti) e dopo la santa comunione (altri 4 minuti).

Nell’omelia l’arcivescovo ha parlato della cristificazione di Nuccia e della comune vocazione alla santità. Significative le parole dell’Arcivescovo: “Ella (Nuccia) è la proposta incarnata della santità di Cristo nella povertà della sua vita”. “Con Cristo Nuccia ha realizzato davvero quest’intimo rapporto, questa perfetta relazione. E il Signore ha voluto suggellare la bontà di questo rapporto, di questa perfettissima comunione, facendola partecipe della sua passione, come autentica anima della vera gioia cristiana”.




Il convegno è stato arricchito dalla presenza di diverse reliquie della serva di Dio: la sedia su cui lei è vissuta tutti i suoi anni, alcuni indumenti e, soprattutto, i suoi scritti.

domenica 21 novembre 2010

24 - LA NUOVA TOMBA NELLA CAPPELLA DEL CROCIFISSO


Il 1° novembre 2010, solennità di tutti i Santi, alle ore 18, nella chiesa del Monte in Catanzaro, Mons. Arcivescovo di Catanzaro-Squillace, Mons. Antonio Ciliberti, ha presieduto una solenne concelebrazione di ringraziamento al Signore che ci ha donato la sua serva fedele, Nuccia Tolomeo, piccola-grande donna disabile di Catanzaro Sala, morta a 60 anni il 24 gennaio 1997 dopo aver vissuto una vita ricca di fede, di speranza e di carità. Dopo la celebrazione i resti mortali della serva di Dio sono stati collocati nella nuova tomba al centro della cappella del Crocifisso della stessa chiesa. Nuccia nella sua vita è stata un cantore del Crocifisso. L'arcivescovo ha pronunciato una calda omelia.

Nuccia Tolomeo riposa nella Chiesa del Monte dei Morti di Luigi Mariano Guzzo

“Ai piedi della croce, contemplando il Crocifisso con amore, ho sempre trovato la pace, il conforto di andare avanti”. Le parole della Serva di Dio Nuccia Tolomeo (1936-1997), il cui processo diocesano di canonizzazione si è concluso il 24 gennaio 2010, rimbombano nella Chiesa del Monte dei Morti di Catanzaro, nel corso di una solenne celebrazione eucaristica, nella festa di tutti i Santi, presieduta dall’Arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, Mons. Antonio Ciliberti. Al termine della sacra liturgia eucaristica, prima della benedizione finale, i resti mortali di Nuccia Tolomeo sono stati collocati nella Cappella del Crocifisso della Chiesa dei padri cappuccini, per indicare a tutti la forza salvifica della Croce di Cristo, vissuta in obbedienza dalla Serva di Dio alla volontà del Padre.
Perché Lei del Crocifisso ne è stata espressione vivente. Contorta in tutto nel suo corpo, dipendente assolutamente dagli altri, Nuccia della sua sofferente vita ne ha fatto un’oblazione gradita all’Altissimo; del suo corpo martoriato ne ha fatto un tabernacolo d’Amore, per far attingere chi gli stava vicino alla sorgente della Sapienza; del suo letto ne ha fatto un altare di espiazione e di redenzione per le proprie e le altrui mancanze.
E non c’è da meravigliarsi quindi che ad accompagnare le spoglie di Nuccia nella sua ultima collocazione terrena, alla funzione religiosa del primo novembre, in una chiesa gremita di fedeli, c’era l’intera comunità diocesana con, in prima fila, le sue amiche intime e le cugine Anna e Silvana Chiefari, che hanno avuto il privilegio di portare la piccola bara bianca con i resti mortali di Nuccia dall’Altare Maggiore alla Cappella del Crocifisso.
Con l’Arcivescovo Mons. Antonio Ciliberti, tra gli altri, hanno concelebrato Mons. Antonio Cantisani, arcivescovo emerito di Catanzaro-Squillace, Mons. Raffaele Facciolo, vicario episcopale, padre Pasquale Pitari, vice postulatore per la causa di canonizzazione di Nuccia Tolomeo e padre Carlo Fotino, promotore di giustizia. Presente al rito della ricollocazione dei resti mortali nel pavimento della Cappella di destra, entrando in chiesa, il notaio della causa di canonizzazione Alberto Lorenzo, che ha redatto il verbale, dandone pubblica lettura.
Nell’omelia l’Arcivescovo Ciliberti ha ricordato ai presenti come “la santità è la finalità stessa della nostra vita; la finalità naturale verso la quale dobbiamo protendere; la finalità della vita di ogni uomo e di ogni donna”.
“Partecipi della stessa santità di Cristo –ha continuato-, il Signore irrompe nella fragilità della nostra carne. Instaurare un rapporto con Lui significa sperimentare la dimensione svettante della nostra santità”.
“Nuccia, grande-piccola sorella, –ha detto ancora l’Arcivescovo- ha vissuto un ineffabile rapporto in relazione con Lui, sperimentando la gioia della cristificazione; ed ha gridato, non solo con le labbra, ma pure con la vita, il nome del Salvatore, anche da un letto di dolore”.
E’ questo il messaggio che lascia con la sua testimonianza di fede Nuccia Tolomeo. E che è riecheggiato lunedì nella Chiesa del Monte, soprattutto ora che le sue spoglie riposano sotto quel Crocifisso, a cui lei, da viva, nel suo letto di sofferenza, è stata aggrappata con amore.


giovedì 23 settembre 2010

23 - ESUMAZIONE E RICOGNIZIONE DEL CORPO DI NUCCIA



Venerdì 17 settembre 2010 alle ore 10 sono state compiute presso il cimitero di Catanzaro l’esumazione e la ricognizione dei resti mortali della Serva di Dio Gaetania Tolomeo, detta Nuccia. Erano presenti, oltre l’Ecc.mo Arcivescovo di Catanzaro-Squillace Mons. Antonio Ciliberti, il promotore di giustizia Padre Carlo Fotino, superiore del convento del Monte, il notaio Alberto Lorenzo, il vice postulatore della causa di beatificazione Padre Pasquale Pitari, il cappellano del Cimitero Don Andrea Perrelli, il dottore Francesco La Cava della Medicina Legale, l’Assessore alla cultura del Comune di Catanzaro Signore Antonio Argirò, la Dirigente della gestione del territorio Architetto Carolina Ritrovato, il direttore dei servizi cimiteriali Dottore Luigi Franco, le cugine di Nuccia, Anna, Ida e Silvana Chiefari, il fotografo Michele Merola, l’amico fraterno di Nuccia Lucio Ranieri e gli operai del cimitero.
La suddetta ricognizione è legata alla venerazione che la chiesa tradizionalmente rivolge alle reliquie dei santi, i quali sono l’espressione massima della umanità redenta da Dio e, per questo, sono indicati dalla chiesa come modelli di vita per le loro virtù eroiche e ritenuti validi intercessori presso Dio. La Serva di Dio, di cui il 24 gennaio scorso si è conclusa la causa diocesana di beatificazione e canonizzazione, sarà onorata di una sepoltura privilegiata nella cappella del Crocifisso della chiesa del Monte in Catanzaro, perché il suo messaggio di fede, di speranza e di amore trovi il massimo eco presso il popolo di Dio e nella società. La Giunta della Regione Calabria, Dipartimento “Tutela della salute – Politiche sanitarie”, in data 15 giugno 2010 dava l’autorizzazione, mentre la Congregazione delle Cause dei santi, accogliendo benevolmente l’istanza dell’Arcivescovo di Catanzaro-Squillace, tramite il Postulatore Padre Florio Tessari, consentiva in data 21 giugno 2010 l’esumazione e la traslazione dei resti mortali della S.d.D. nella chiesa del Monte, allegando un’Istruzione.
L’Arcivescovo, concluse le operazioni tecniche della ricognizione, ha officiato una piccola liturgia della Parola, ricordando la vita santa della sorella Nuccia alla luce del mistero pasquale di Cristo morto e risorto. “Nuccia ha compreso la sapienza della croce di Cristo, - ha detto il presule - ha penetrato e accettato come servizio speciale della sua vita il mistero del dolore. Ha ringraziato sempre Signore per il dono di una vita predestinata alla croce, unita a Cristo nel dolore e ai fratelli nel vincolo indissolubile dell’amore. Lo ha ringraziato per ogni gesto d’amore ricevuto, ma soprattutto per ogni privazione sofferta. E’ arrivata a dire nel suo Testamento Spirituale: “Voglio ringraziarti in modo particolare per il dono dell’immobilità, che è stato per me una vera scuola di abbandono, di umiltà, di pazienza e di gratitudine, ed è stato per gli amici del mio Getsemani, esercizio di carità e di ogni altra virtù”.

I resti mortali della S.d.D. raccolti in una cassetta bianca, entro cui è stata inserita una copia del Verbale firmato dai presenti, in attesa di essere traslati nella chiesa del Monte nella cappella del Crocifisso, furono collocati provvisoriamente presso la cappella dei Cappuccini (Simone-Lo Bello) a 10 metri a sinistra della seconda scala del cimitero centrale di Catanzaro.

sabato 11 settembre 2010

22 - ACCANTO AL CROCIFISSO

 



















 


Avendo ottenuto le necessarie autorizzazioni, sia civili che religiose, i resti mortali della Serva di Dio Nuccia Tolomeo il 1 novembre 2010 sono stati collocati nella cappella del Crocifisso della chiesa del Monte in Catanzaro. Questa scelta è stata motivata dalla constatazione che Nuccia ha vissuto tutta la vita sempre in comunione con Gesù Crocifisso, di cui è stata un’icona luminosa. E il suo messaggio continua ad essere un canto di lode alla croce. Il progetto della nuova tomba, redatto dall’Ingegnere Massimo Rubino, consiste in un monolite, posto al centro della cappella, a indicare il luogo dove sono riposte le insigni reliquie.

Ecco alcuni scritti di Nuccia in cui è evidente la centralità del Crocifisso nella sua spiritualità.

1) Nel suo diario-testamento prima del 1980 Nuccia scrive:
“Gesù, mi offro a Te, vittima ai tuoi piedi, fa di me quello che vuoi, voglio essere l’umile tua serva, un tuo piccolo fiore, un lume acceso che arde sempre ai piedi del tuo trono eucaristico. La mia vita deve essere come l’ape che vola di fiore in fiore per succhiare il nettare e portarlo a Te, Gesù, assieme alla mia sofferenza.
…Alla vista della mia vita stroncata, di una vita che non doveva più essere per me che sorgente di amare delusioni, sono stata turbata di abbandonarmi a pensieri spaventosi. Ed allora nel mio prepotente bisogno di amore e di protezione, mi sono rivolta al Crocifisso. Egli comprende ogni cuore martoriato ed ascolta con immensa pietà ogni lamento. Quindi vicina a Te, non mi lamento, non mi annoio, anzi ringrazio l’Amore di avermi crocifissa per amore.
…Le preghiere più belle sono l’ora santa e la via crucis. Al termine dico: ”O Gesù, Tu eri innocente e Ti hanno accusato, eri la perfezione e Ti hanno disprezzato. Sto forse zitta io quando mi accusano? E sono colpevole io; quante volte Ti ho offeso! Toccherebbe a me la morte fatta subire a Te! Aiutami, Signore, ad accettare quella morte e soffrire questa passione. Rendimi umile, dolce e rassegnata. Ho un mal di testa molto doloroso. Guardo Lui coronato di spine e mi unisco a Lui. A volte però la sofferenza è tanta! E’ mai possibile, Signore? Silenzio. La poltrona e il letto mi sembrano più duri. Con sgomento tendo le braccia al Signore e piango… Nello stesso istante scende dalla croce di Gesù la luce e la forza. Mi rassegno. …Se non brucio d’amore, molti morranno di freddo”!

2) Nel suo testamento spirituale Nuccia scrive: “…Desidero consegnare loro il dono più grande della mia vita, la fede, che Tu gratuitamente, Signore, mi hai elargito, per comunicarmi la sapienza della Croce, farmi penetrare e accettare come servizio speciale il mistero del dolore. … La tua potenza d’amore faccia di me un cantore della tua grazia, trasformi il mio lamento in gioia perenne: un inno alla vita, che vinca la morte e sia messaggio di speranza per molte anime tristi… Grazie, Signore, per il dono della vita, grazie, perché mi hai predestinato alla croce, unendomi a Cristo nel dolore e ai fratelli nel vincolo indissolubile dell’amore. …Grazie, Gesù, per aver trasformato il mio pianto in letizia, per esserti costituito mio buon cireneo, mio sposo e maestro, mio consolatore. Grazie per aver fatto di me il tuo corpo, la tua dimora, l’oggetto prezioso del tuo amore compassionevole, delle cure e dell’attenzione di tanti fratelli. Grazie di tutto, Padre buono e misericordioso! Ti lodo, ti benedico e ti ringrazio per ogni gesto d’amore ricevuto, ma soprattutto per ogni privazione sofferta. Voglio ringraziarti in modo particolare per il dono dell’immobilità, che è stato per me una vera scuola di abbandono, di umiltà, di pazienza e di gratitudine, ed è stato per gli amici del mio Getsemani, esercizio di carità e di ogni altra virtù”.

3) In un messaggio autobiografico del 1994 Nuccia offre a Gesù le sue sofferenze dando ad esse un valore sociale, ecclesiale e redentivo:
“Offro a Gesù, per Gesù, momento per momento, tutto il mio patire e lo unisco alle sue sofferenze, a quelle della sua passione, per la conversione dei peccatori, per tutti i giovani, affinché comprendano il vero senso della vita, e per tutti coloro che non Lo amano e non Lo conoscono. Faccio delle mie sofferenze umane un dono di riparazione sociale, affinché nessuno vada perso. Gli uomini, riscattati da Lui a così caro prezzo (il suo sangue!), desidero condurli tutti ai suoi piedi, affinché glorifichino la sua misericordia, che è infinita”.

4) Nello stesso messaggio Nuccia ricorda come lo Spirito Santo, il Consolatore, l’ha aiutata a superare il martirio del cuore:
“La sofferenza mi ha condotto ai piedi della croce e mi ha fatto amare il Crocifisso e la Madonna Addolorata. Gesù e Maria sono stati e continuano ad essere i miei migliori Maestri. Il Consolatore, poi, mi ha dato la forza di combattere e superare lo scoraggiamento, soprattutto quando al martirio della sofferenza fisica si è aggiunto quello del cuore. Infatti, nel calice della mia sofferenza non sono mancate le ingratitudini, i tradimenti, le calunnie e tante altre amarezze da parte di amici e di parenti più cari. Lo Spirito Santo mi ha sempre invitato ad amare e imitare Cristo ed io sono lusingata di vivere le sue stesse sofferenze. Sono sicura che, soffrendo con Cristo, per Cristo e in Cristo, risorgerò con Lui”!

5) In un secondo messaggio autobiografico a Radio Maria del 10 febbraio 1995, Nuccia ricorda come ai piedi della croce di Cristo lei trova pace e, persino, gioia.
“Ho compreso che la sofferenza va accettata e con mansuetudine offerta, perché è dono: tutto è grazia. Gesù e Maria sono stati e sono i miei maestri. Ai piedi della croce, contemplando il Crocifisso con amore, ho sempre trovato la pace, il coraggio di andare avanti. Guardando le sue piaghe, mi sento amata: il mio cuore è avvolto dalla gioia e dal suo calore, e mi sento lusingata di vivere le sue stesse sofferenze, perché ho sempre partecipato e partecipo alla sua passione. In quest’ultimo periodo sono condotta ad una più intensa sofferenza. I miei polmoni non funzionano e la tosse mi strazia. Soffoco. Le mie forze vengono meno, ma dico “fiat” e “grazie”. Gesù è il mio vanto, la mia forza, la mia gioia, la mia pace, la mia vita”!


6) In una preghiera al preziosissimo sangue Nuccia ringrazia il suo Sposo divino: “Grazie, Gesù, infinita Carità, per avermi eletta vittima del tuo amore” per l’umanità sofferente.


Per ulteriori approfondimenti: www.nucciatolomeo.it

giovedì 9 settembre 2010

21 - VERSO LA BEATIFICAZIONE

Nuccia Tolomeo, nata a Catanzaro Sala il 19 aprile 1936, disabile dalla nascita, è vissuta sempre nel chiuso della casa. Dal 1994 fino alla morte, avvenuta venerdì 24 gennaio 1997, a 60 anni, la provvidenza ha voluto che diventasse una conduttrice anomala di Radio Maria con Federico Quaglini, nel programma “Il fratello” e particolarmente nella rubrica “Beati gli ultimi”. Si rivolgeva a tutti i sofferenti e annunciava loro la speranza di una vita risorta, che è dono dello Spirito Santo per chi si affida a Gesù e a Maria. Spesse volte, però, Federico la invitava a parlare di sé per testimoniare, soprattutto ai sofferenti, come è possibile dare senso a una vita spezzata alla luce della fede. Le parole di Nuccia, semplici, chiare, dense di contenuti ascetici e mistici, ci presentano i lineamenti spirituali di sé, come donna diversamente abile, ma ricca di fede e di gioia di vivere, bruciata dallo zelo per la conversione delle anime. Essa è stata una testimonianza preziosa regalataci dallo Spirito Santo per dare una parola di speranza all’uomo di oggi schiacciato da tanti interrogativi esistenziali. L’attualità di tale messaggio lo comprendiamo immediatamente, quando sentiamo nel vivere quotidiano frasi del genere: “Una vita spezzata, malata, terminale … è senza dignità e quindi non è degna di essere vissuta!”, “L’eutanasia è un atto di amore e di pietà! un gesto di libertà!”, “Che senso ha vivere, se si è di peso agli altri e a se stessi?!”, “Se mancano le gioie della vita, l’integrità fisica, i divertimenti, la salute, i soldi, l’amore, il lavoro… è meglio non esistere!”, “Se io mamma sapessi che il figlio che porto nel grembo ha qualche malformazione, senza dubbio abortirei!”… Nuccia è la risposta di Dio a tali affermazioni ed interrogativi. In questa prospettiva, conoscere il messaggio di Nuccia ha una rilevanza non solo religiosa, ma anche umana, civile, sociale; in sintesi, Nuccia è un fatto culturale: è una sfida che sconvolge, stimola, interpella e invita a ripensare il senso della vita, e soprattutto il senso della sofferenza, in chiave di dono d’amore. Qual è il segreto della forza di Nuccia? Lo rivela lei stessa due mesi prima di morire, rivolgendosi ai giovani di Sassari: ”Sono Nuccia, ho 60 anni, tutti trascorsi su un letto; il mio corpo è contorto, in tutto devo dipendere dagli altri, ma il mio spirito è rimasto giovane. IL SEGRETO DELLA MIA GIOVINEZZA E DELLA MIA GIOIA DI VIVERE È GESÙ. ALLELUIA!”. La sua casa, a Catanzaro Sala, a 20 metri dalla chiesetta, era una meta costante di persone che trovavano in lei un conforto, un consiglio e una preghiera. A lei scrivevano e telefonavano inoltre da tutta Italia, perché c’era qualcosa di singolare nelle sue parole. A 10 anni dalla morte di Nuccia, il 26 gennaio 2007, la chiesa diocesana di Catanzaro-Squillace ha celebrato, presso la chiesa nuova di Materdomini in Catanzaro, il primo convegno su Nuccia, cui finora sono seguiti altri quattro convegni. L’Arcivescovo Antonio Ciliberti, a Materdomini ha affidato a me, Padre Pasquale Pitari, cappuccino, che ho seguito spiritualmente Nuccia dal 1990 fino alla morte, il mandato di curare la raccolta documentaria su Nuccia in vista del processo di beatificazione: “… A Padre Pasquale io vorrei affidare il compito, supportato dalla collaborazione di tutti, dalla condivisione del vescovo, di potere raccogliere tanto materiale, anche con l’apporto di Federico, per potere meglio approfondire la conoscenza di Nuccia, persona così singolare; di approfondirne la spiritualità, la sua vita, la sua missione, per potere anche iniziare un processo, che ritengo sia utile, opportuno, ma anche doveroso: il processo della sua beatificazione”.
L'Arcivescovo al 1° Convegno - 26 gennaio 2007
Federico Quaglini al 1° Convegno In questo post vengono presentati alcuni momenti importanti dei 5 convegni, l’ultimo dei quali è stato celebrato il 24 gennaio 2010 nella chiesa di San Giuseppe in Catanzaro alla conclusione del processo diocesano, che era stato indetto dall’arcivescovo con la lettura dell’Editto il 16 luglio 2009, in cattedrale, il giorno del patrono San Vitaliano alla presenza di tutto il clero diocesano, delle autorità e del popolo di Dio. <
Padre Pasquale e Lillo Zingaropoli al 2° convegno - 22 aprile 2007 (Chiesa di San Giuseppe - Catanzaro)
L'arcivescovo Mons. Ciliberti al 3° Convegno - 23 gennaio 2008 (Chiesa di San Giuseppe - Catanzaro)
Video di testimonianze al 4° Convegno - 23 gennaio 2009 (Chiesa di San Giuseppe - Catanzaro)
Canto di Anna Barillari sul Testamento di Nuccia al 4° Convegno
Omelia dell'Arcivescovo alla Conclusione della causa diocesana di beatificazione - 5° Convegno - 24 gennaio 2010 (Chiesa di San Giuseppe - Catanzaro) Offriamo questa lavoro alla comunità dei fratelli in Cristo, ma anche a chi, pur non avendo il dono della fede, con cuore sincero è alla ricerca di una risposta al problema di Dio, del senso della vita e della sofferenza.

domenica 5 settembre 2010

20 - ALCUNE GRAZIE RICEVUTE



TESTIMONIANZE



001 TESTIMONIANZA PER GRAZIA RICEVUTA di M.S. (ricomposizione famigliare)

002 TESTIMONIANZA PER GRAZIA RICEVUTA di INES SINOPOLI (bimba in rianimazione)

003 TESTIMONIANZA PER GRAZIA RICEVUTA di ROCCA TERESA (dolori per fecaloma)

004 TESTIMONIANZA PER GRAZIA RICEVUTA di MARIA S. (nascita e pacificazione)

005 TESTIMONIANZA PER GRAZIA RICEVUTA di PIERA MAUROTTI (miastenia)

006 TESTIMONIANZA PER GRAZIA RICEVUTA di VITTORIO E GIUSEPPINA VONO (nascita)

007 TESTIMONIANZA PER GRAZIA RICEVUTA di CATERINA PUGLIESE

008 TESTIMONIANZA PER GRAZIA RICEVUTA di LIA CODISPOTI CRESTA (Tumore)

009 TESTIMONIANZA PER GRAZIA RICEVUTA di due genitori adottivi

010 TESTIMONIANZA PER GRAZIA RICEVUTA di ROSA LEVATO (guarigione)

011 TESTIMONIANZA PER GRAZIA RICEVUTA di R.M (ricomposizione famigliare)

012 TESTIMONIANZA PER GRAZIA RICEVUTA di MARIELLA COSOLA (guarigione timpano)

013 TESTIMONIANZA PER GRAZIA RICEVUTA di MMARIANGELA PAONESSA

014. TESTIMONIANZA PER GRAZIA RICEVUTA di CARNA' CARMELA

015 TESTIMONIANZA PER GRAZIA RICEVUTA di BEATRICE TALARICO (trova lavoro)

016 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di GIOFFRE' FRANCESCO (guarigione di tum.cerebr.)

017 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di ANNA MARIA CIMINO (prematura)

018 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di IDA CARELLA (nascita difficoltosa)

019 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di SAVERIO E MARIA ARMANU (botta al capo)

020 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di IDA BRESCIA (coronografia evitata)

021 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di PATRIZIA SPANO' (emorragia cerebrale)

022 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di FRANCO FLAVIO PARENTE (nefropatia acuta)

022 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di TIZIANA SPEZIALE (superati due gravi interventi)

023 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di RITA ROCCA (tumore cerebrale scomparso?)

  024 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di GRILLO GIUSEPPE (emorragia cerebrale)

  025 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di MARIAGRAZIA P. (risveglio -leucemia) 027 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di SUORA APOLLONIA KASAI 028. TESTIMONIANZA PER GRAZIA di Gaia Lo Schiavo (guarigione neonata) 029. TESTIMONIANZA PER GRAZIA di P. M. (gravidanza imprevista)

030 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di CATERINA CAGLIOTI (emorragia cerebrale)  

031 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di MARIAROSA PAGANO (operata alla cervicale) 

032 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di IULI X. SQUADRETTI (emorragia cerebrale)  

033 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di mamma MARIAGRAZIA (emorragia cerebrale) 

034 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di Genny Roperto (arresto cardiaco del marito)  

035 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di Rosanna (Suocera in coma e figlia in esame) 

036 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di Maria La Cava (difficoltà in famiglia)  

037 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di Dott. Capillo (Ritenzione di urina)  

038 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di Rosalia Passantino (Ka ovarico)  

039 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di Savina Pandullo (uscita da coma) 

040 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di Santina La Grotteria (salpingi purulenti)

Per approfondimenti visita il sito www.nucciatolomeo.it