Abbiamo ascoltato la
voce di Nuccia, la sua invocazione allo Spirito Santo e due sue preghiere, lette da Anna Iacopetta, nelle quali Nuccia afferma la sua volontà di offrirsi vittima d'amore con Gesù crocifisso per l'umanità penante. Insieme abbiamo approfondito la sua spiritualità.
Abbiamo pure ascoltato, dalla voce dei protagonisti, il racconto di cinque grazie concesse da Dio per intercessione di Nuccia
E' seguita la Santa Messa presieduta da Don Sergio Iacopetta e animata dal coro di Maria e Gerardo Pullano.
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Nata a Catanzaro il 19.4.1936, morta il 24.1.1997. Ha vissuto su una sedia. Gesù Crocifisso e Maria i suoi Maestri. Si è offerta vittima d'amore per i sofferenti, testimoniando nella gioia l'amore misericordioso di Dio. Parlava a Radio Maria con Federico Quaglini. La sua casa era aperta all'accoglienza e a tutti regalava un sorriso, un ascolto, un conforto, un consiglio ed una preghiera. Il 6 aprile 2019 è stata proclamata da Papa Francesco Venerabile. Approvato il miracolo. 3.10.2021 BEATA
I Blog di Padre Pasquale Pitari
10. La giustizia - 11. La fortezza - 12. La temperanza - 13. La povertà - 14. L'obbedienza -15. La purezza - 16. L'umiltà - 17. L'eroicità delle virtù -
18. Doni carismatici - 19. Fama di santità - 20. Grazie ricevute - 21. Verso la beatificazione - 22. Accanto al Crocifisso - 23. Esumazione del corpo -
24. La nuova tomba - 25. Settimo convegno - 26. Ottavo convegno - 27. Nono convegno - 28. Decimo convegno - 29. Undicesimo Convegno -
martedì 26 gennaio 2016
30. NUCCIA TOLOMEO: XII CONVEGNO - 24.01.2016
martedì 7 maggio 2013
27. NUCCIA TOLOMEO: IX CONVEGNO DIOCESANO - 27.01.2013
| Padre Pasquale Pitari introduce il convegno |
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| La Positio |
cioè lo stato dei documenti oggi disponibili, necessari per la richiesta di avvio della causa di beatificazione alla Santa Sede: si tratta delle varie testimonianze di grazie concesse dal Signore per intercessione di Nuccia Tolomeo.
| L'Assemblea |
Nel corso dell’omelia l’Arcivescovo emerito ha rilevato con forza la particolare grazia concessa dal Signore alla nostra città e l’attualità della presenza reale e misteriosa di Nuccia, che sta oggi qui tra di noi a spiegarci la Parola del Signore appena ascoltata, tratta dal Vangelo di Luca. Si tratta di un passo molto significativo, nel quale Gesù, proclama a Nazaret la sua identità di Messia e la sua missione di liberazione dell’uomo da ogni forma di schiavitù che ostacola o blocca la sua azione; la salvezza integrale, che Egli ha avuto dal Padre la missione di annunciare per la gioia e la vita piena di ogni persona umana, comporta e determina un costante impegno la giustizia e la pace. «Oggi si è compiuta la Scrittura che avete udito» aveva detto Gesù ai suoi ascoltatori nel tempio, suscitando in loro stupore, sdegno e rifiuto e dando inizio a quel percorso di vita, accettato consapevolmente e fedelmente, che lo avrebbe portato alla condanna a morte e alla crocifissione sul Calvario per la salvezza dell’umanità. E anche oggi, ai nostri giorni, si è compiuta in Nuccia quella Parola eterna di Dio, che annuncia sempre il felice connubio tra l’Amore e la Sofferenza, dal quale traggono origine frutti grandiosi di grazia e di salvezza. Dalla vita di Nuccia emerge più che mai eloquente il commento al brano evangelico sulla missione di Gesù, con alcuni importanti e preziosi insegnamenti: la centralità di Cristo, Figlio di Dio ed unico Salvatore, la sapienza del cuore e l’accettazione della sofferenza.
| Il Coro "Santissima Trinità" |
mercoledì 9 febbraio 2011
25 - NUCCIA TOLOMEO: VII CONVEGNO DIOCESANO
"La Serva di Dio NUCCIA TOLOMEO verso la gloria"
mercoledì 26 gennaio 2011 - ore 17,30
Chiesa del Monte in Catanzaro
• 19 (10).04.1936 - Nuccia nasce a Catanzaro Sala.
• 24.01.1997 - Nuccia muore a Catanzaro Sala.
• 26.01.2007 - 1° Convegno a Materdomini: L’arcivescovo annuncia il processo di beatificazione: è utile, è opportuno, è doveroso!
• 22.04.2007 - 2° Convegno nella chiesa di San Giuseppe.
• 23.01.2008 - 3° Convegno nella chiesa di San Giuseppe.
• 23.01.2009 - 4° Convegno nella chiesa di San Giuseppe.
• 16.07.2009 - Editto di inizio del Processo di beatificazione.
• 24.01.2010 - 5° Convegno nella chiesa di San Giuseppe: Conclusione del processo diocesano di beatificazione.
• 17.09.2010 - Esumazione dei resti mortali di Nuccia dalla tomba.
• 01.11.2010 - 6° Convegno nella chiesa del Monte:
Collocazione dei resti mortali di Nuccia accanto al Crocifisso.
• 26.01.2011 - 7° Convegno nella chiesa del Monte:
Tappe di un cammino di fede "La serva di Dio Nuccia Tolomeo verso la gloria".
La chiesa diocesana di Catanzaro-Squillace ha vissuto un momento intenso di spiritualità mercoledì 26 gennaio 2011, alle ore 17,30, nella chiesa del Monte in Catanzaro, dove è stato celebrato il settimo convegno sulla serva di Dio Nuccia Tolomeo, nella ricorrenza del primo anniversario della conclusione del processo di beatificazione e del 14° anniversario della morte. Nella stessa chiesa sono collocati i resti mortali di Nuccia nella cappella del Crocifisso: la tomba è visitata ogni giorno da centinaia di fedeli. Ancora è viva la commozione del giorno 1 novembre 2010, solennità di tutti i Santi, quando in modo solenne sono state riposte in chiesa le venerate reliquie, durante il 6° convegno diocesano.
La presenza dell’arcivescovo Mons. Antonio Ciliberti, che ha concelebrato con altri otto sacerdoti, per ringraziare Dio per il dono della sua serva, ha dato all’avvenimento un carattere e un significato particolari. Come segno e testimonianza della sua devozione personale e della importanza della fama di santità che via via Nuccia ha assunto nella vita della chiesa diocesana per i suoi messaggi intrisi di sapienza dello Spirito Santo, anche nei precedenti sei convegni l’arcivescovo era stato presente.
Il convegno si è svolto alla presenza di almeno 250 fedeli in un clima di grande fervore spirituale, soprattutto nei momenti in cui si è ascoltata la voce di Nuccia.Lei è stata la protagonista del convegno: abbiamo ascoltato la sua voce per ben 11 minuti in tre momenti diversi. Ha, dapprima, parlato di sé e del significato del dolore nel progetto di Dio; poi nella celebrazione eucaristica, al momento della preghiera dei fedeli, ha recitato una invocazione allo Spirito Santo e, infine, ha trasmesso un messaggio in cui ha trattato le caratteristiche della vera gioia. Ha detto Nuccia: “La vera gioia nasce dall’esistere e dall’essere creature libere in un mondo meraviglioso, fatto per noi; nasce dalla consapevolezza di essere amati, dalla capacità di amare, di pensare, di scegliere. La felicità nasce dall’agire bene, dal godere di ogni dono di Dio; per cui dovremmo essere sempre lieti e riconoscenti… La vera felicità è fatta di semplicità… Non conosco io il profumo dell’erba e vorrei tanto poterla odorare in un mattino d’estate. Fatelo voi per me e gioite. La felicità è alla portata di tutti, non cercatela su strade lontane, sbagliate. Apprezzate la vita e vivetela con grande rispetto, ricordando che nel rispetto della vita sta la vera libertà”. Pensieri stupendi!
Due sono stati i momenti strutturali del convegno:
il primo momento (circa 38 minuti) è stato un excursus delle varie tappe del cammino di fede verso la beatificazione di Nuccia. Si è parlato dei 6 precedenti convegni realizzati nell’arco di 4 anni. Il primo, celebrato a Materdomini il 26 gennaio 2007 con la partecipazione del conduttore di radio Maria Federico Quaglini, è stato memorabile per le parole dell’Arcivescovo: “E’ giusto, è opportuno e doveroso il processo della beatificazione di Nuccia”. Seguirono altri 4 convegni celebrati tutti nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe nel quartiere di Pianocasa, il cui parroco Don Salvino Cognetti è stato di una disponibilità e di una accoglienza straordinaria. Il quinto convegno, celebrato il 24 gennaio 2010, è coinciso con la conclusione del processo diocesano, iniziato il 16 luglio 2009, giorno di San Vitaliano, con la promulgazione dell’Editto in cattedrale dinanzi a tutto il clero diocesano e a tantissimi fedeli.
La prima parte del convegno è stata introdotta dal vicepostulatore della Causa, il cappuccino Padre Pasquale Pitari, e dal seguente film di 27 minuti, composto dallo stesso.
Rivolgendosi a Nuccia, Ida ha ricordato: “Il tuo ‘amen’ è divenuto un alleluia’”. Tra le altre cose la signora Ida ha detto: “Sei stata una piccola donna, umile, semplice, ma grande nell’amore, nell’abbandono, nella fiducia verso il Signore. Sei stata una creatura piena di gioia di vivere, nonostante le tue condizioni e il tuo corpo contorto”.
Il secondo momento è stato una solenne liturgia concelebrata dall’Arcivescovo con il Padre Provinciale dei Cappuccini, padre Giambattista Urso, e altri sette sacerdoti con la partecipazione di due diaconi. La liturgia è stata animata dal coro “SS. Trinità” guidata dalla signora Maria Pullano e all’Organo Gerardo Pullano. Liturgista e maestro di cerimonie il signor Alberto Lorenzo. La particolarità della celebrazione è legata ai due momenti dell’ascolto della voce di Nuccia durante la preghiera dei fedeli (4 minuti) e dopo la santa comunione (altri 4 minuti).
Nell’omelia l’arcivescovo ha parlato della cristificazione di Nuccia e della comune vocazione alla santità. Significative le parole dell’Arcivescovo: “Ella (Nuccia) è la proposta incarnata della santità di Cristo nella povertà della sua vita”. “Con Cristo Nuccia ha realizzato davvero quest’intimo rapporto, questa perfetta relazione. E il Signore ha voluto suggellare la bontà di questo rapporto, di questa perfettissima comunione, facendola partecipe della sua passione, come autentica anima della vera gioia cristiana”.

Il convegno è stato arricchito dalla presenza di diverse reliquie della serva di Dio: la sedia su cui lei è vissuta tutti i suoi anni, alcuni indumenti e, soprattutto, i suoi scritti.
domenica 21 novembre 2010
24 - LA NUOVA TOMBA NELLA CAPPELLA DEL CROCIFISSO

Perché Lei del Crocifisso ne è stata espressione vivente. Contorta in tutto nel suo corpo, dipendente assolutamente dagli altri, Nuccia della sua sofferente vita ne ha fatto un’oblazione gradita all’Altissimo; del suo corpo martoriato ne ha fatto un tabernacolo d’Amore, per far attingere chi gli stava vicino alla sorgente della Sapienza; del suo letto ne ha fatto un altare di espiazione e di redenzione per le proprie e le altrui mancanze.
E non c’è da meravigliarsi quindi che ad accompagnare le spoglie di Nuccia nella sua ultima collocazione terrena, alla funzione religiosa del primo novembre, in una chiesa gremita di fedeli, c’era l’intera comunità diocesana con, in prima fila, le sue amiche intime e le cugine Anna e Silvana Chiefari, che hanno avuto il privilegio di portare la piccola bara bianca con i resti mortali di Nuccia dall’Altare Maggiore alla Cappella del Crocifisso. Con l’Arcivescovo Mons. Antonio Ciliberti, tra gli altri, hanno concelebrato Mons. Antonio Cantisani, arcivescovo emerito di Catanzaro-Squillace, Mons. Raffaele Facciolo, vicario episcopale, padre Pasquale Pitari, vice postulatore per la causa di canonizzazione di Nuccia Tolomeo e padre Carlo Fotino, promotore di giustizia.
Nell’omelia l’Arcivescovo Ciliberti ha ricordato ai presenti come “la santità è la finalità stessa della nostra vita; la finalità naturale verso la quale dobbiamo protendere; la finalità della vita di ogni uomo e di ogni donna”.“Partecipi della stessa santità di Cristo –ha continuato-, il Signore irrompe nella fragilità della nostra carne. Instaurare un rapporto con Lui significa sperimentare la dimensione svettante della nostra santità”.
“Nuccia, grande-piccola sorella, –ha detto ancora l’Arcivescovo- ha vissuto un ineffabile rapporto in relazione con Lui, sperimentando la gioia della cristificazione; ed ha gridato, non solo con le labbra, ma pure con la vita, il nome del Salvatore, anche da un letto di dolore”.
E’ questo il messaggio che lascia con la sua testimonianza di fede Nuccia Tolomeo. E che è riecheggiato lunedì nella Chiesa del Monte, soprattutto ora che le sue spoglie riposano sotto quel Crocifisso, a cui lei, da viva, nel suo letto di sofferenza, è stata aggrappata con amore.
giovedì 23 settembre 2010
23 - ESUMAZIONE E RICOGNIZIONE DEL CORPO DI NUCCIA

sabato 11 settembre 2010
22 - ACCANTO AL CROCIFISSO
Avendo ottenuto le necessarie autorizzazioni, sia civili che religiose, i resti mortali della Serva di Dio Nuccia Tolomeo il 1 novembre 2010 sono stati collocati nella cappella del Crocifisso della chiesa del Monte in Catanzaro. Questa scelta è stata motivata dalla constatazione che Nuccia ha vissuto tutta la vita sempre in comunione con Gesù Crocifisso, di cui è stata un’icona luminosa. E il suo messaggio continua ad essere un canto di lode alla croce. Il progetto della nuova tomba, redatto dall’Ingegnere Massimo Rubino, consiste in un monolite, posto al centro della cappella, a indicare il luogo dove sono riposte le insigni reliquie.
Ecco alcuni scritti di Nuccia in cui è evidente la centralità del Crocifisso nella sua spiritualità.
1) Nel suo diario-testamento prima del 1980 Nuccia scrive:
“Gesù, mi offro a Te, vittima ai tuoi piedi, fa di me quello che vuoi, voglio essere l’umile tua serva, un tuo piccolo fiore, un lume acceso che arde sempre ai piedi del tuo trono eucaristico. La mia vita deve essere come l’ape che vola di fiore in fiore per succhiare il nettare e portarlo a Te, Gesù, assieme alla mia sofferenza.
…Alla vista della mia vita stroncata, di una vita che non doveva più essere per me che sorgente di amare delusioni, sono stata turbata di abbandonarmi a pensieri spaventosi. Ed allora nel mio prepotente bisogno di amore e di protezione, mi sono rivolta al Crocifisso. Egli comprende ogni cuore martoriato ed ascolta con immensa pietà ogni lamento. Quindi vicina a Te, non mi lamento, non mi annoio, anzi ringrazio l’Amore di avermi crocifissa per amore.
…Le preghiere più belle sono l’ora santa e la via crucis. Al termine dico: ”O Gesù, Tu eri innocente e Ti hanno accusato, eri la perfezione e Ti hanno disprezzato. Sto forse zitta io quando mi accusano? E sono colpevole io; quante volte Ti ho offeso! Toccherebbe a me la morte fatta subire a Te! Aiutami, Signore, ad accettare quella morte e soffrire questa passione. Rendimi umile, dolce e rassegnata. Ho un mal di testa molto doloroso. Guardo Lui coronato di spine e mi unisco a Lui. A volte però la sofferenza è tanta! E’ mai possibile, Signore? Silenzio. La poltrona e il letto mi sembrano più duri. Con sgomento tendo le braccia al Signore e piango… Nello stesso istante scende dalla croce di Gesù la luce e la forza. Mi rassegno. …Se non brucio d’amore, molti morranno di freddo”!
2) Nel suo testamento spirituale Nuccia scrive: “…Desidero consegnare loro il dono più grande della mia vita, la fede, che Tu gratuitamente, Signore, mi hai elargito, per comunicarmi la sapienza della Croce, farmi penetrare e accettare come servizio speciale il mistero del dolore. … La tua potenza d’amore faccia di me un cantore della tua grazia, trasformi il mio lamento in gioia perenne: un inno alla vita, che vinca la morte e sia messaggio di speranza per molte anime tristi… Grazie, Signore, per il dono della vita, grazie, perché mi hai predestinato alla croce, unendomi a Cristo nel dolore e ai fratelli nel vincolo indissolubile dell’amore. …Grazie, Gesù, per aver trasformato il mio pianto in letizia, per esserti costituito mio buon cireneo, mio sposo e maestro, mio consolatore. Grazie per aver fatto di me il tuo corpo, la tua dimora, l’oggetto prezioso del tuo amore compassionevole, delle cure e dell’attenzione di tanti fratelli. Grazie di tutto, Padre buono e misericordioso! Ti lodo, ti benedico e ti ringrazio per ogni gesto d’amore ricevuto, ma soprattutto per ogni privazione sofferta. Voglio ringraziarti in modo particolare per il dono dell’immobilità, che è stato per me una vera scuola di abbandono, di umiltà, di pazienza e di gratitudine, ed è stato per gli amici del mio Getsemani, esercizio di carità e di ogni altra virtù”.
3) In un messaggio autobiografico del 1994 Nuccia offre a Gesù le sue sofferenze dando ad esse un valore sociale, ecclesiale e redentivo:
“Offro a Gesù, per Gesù, momento per momento, tutto il mio patire e lo unisco alle sue sofferenze, a quelle della sua passione, per la conversione dei peccatori, per tutti i giovani, affinché comprendano il vero senso della vita, e per tutti coloro che non Lo amano e non Lo conoscono. Faccio delle mie sofferenze umane un dono di riparazione sociale, affinché nessuno vada perso. Gli uomini, riscattati da Lui a così caro prezzo (il suo sangue!), desidero condurli tutti ai suoi piedi, affinché glorifichino la sua misericordia, che è infinita”.
4) Nello stesso messaggio Nuccia ricorda come lo Spirito Santo, il Consolatore, l’ha aiutata a superare il martirio del cuore:
“La sofferenza mi ha condotto ai piedi della croce e mi ha fatto amare il Crocifisso e la Madonna Addolorata. Gesù e Maria sono stati e continuano ad essere i miei migliori Maestri. Il Consolatore, poi, mi ha dato la forza di combattere e superare lo scoraggiamento, soprattutto quando al martirio della sofferenza fisica si è aggiunto quello del cuore. Infatti, nel calice della mia sofferenza non sono mancate le ingratitudini, i tradimenti, le calunnie e tante altre amarezze da parte di amici e di parenti più cari. Lo Spirito Santo mi ha sempre invitato ad amare e imitare Cristo ed io sono lusingata di vivere le sue stesse sofferenze. Sono sicura che, soffrendo con Cristo, per Cristo e in Cristo, risorgerò con Lui”!
5) In un secondo messaggio autobiografico a Radio Maria del 10 febbraio 1995, Nuccia ricorda come ai piedi della croce di Cristo lei trova pace e, persino, gioia.
“Ho compreso che la sofferenza va accettata e con mansuetudine offerta, perché è dono: tutto è grazia. Gesù e Maria sono stati e sono i miei maestri. Ai piedi della croce, contemplando il Crocifisso con amore, ho sempre trovato la pace, il coraggio di andare avanti. Guardando le sue piaghe, mi sento amata: il mio cuore è avvolto dalla gioia e dal suo calore, e mi sento lusingata di vivere le sue stesse sofferenze, perché ho sempre partecipato e partecipo alla sua passione. In quest’ultimo periodo sono condotta ad una più intensa sofferenza. I miei polmoni non funzionano e la tosse mi strazia. Soffoco. Le mie forze vengono meno, ma dico “fiat” e “grazie”. Gesù è il mio vanto, la mia forza, la mia gioia, la mia pace, la mia vita”!
6) In una preghiera al preziosissimo sangue Nuccia ringrazia il suo Sposo divino: “Grazie, Gesù, infinita Carità, per avermi eletta vittima del tuo amore” per l’umanità sofferente.
Per ulteriori approfondimenti: www.nucciatolomeo.it
giovedì 9 settembre 2010
21 - VERSO LA BEATIFICAZIONE
domenica 5 settembre 2010
20 - ALCUNE GRAZIE RICEVUTE
TESTIMONIANZE
024 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di GRILLO GIUSEPPE (emorragia cerebrale)
025 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di MARIAGRAZIA P. (risveglio -leucemia) 027 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di SUORA APOLLONIA KASAI 028. TESTIMONIANZA PER GRAZIA di Gaia Lo Schiavo (guarigione neonata) 029. TESTIMONIANZA PER GRAZIA di P. M. (gravidanza imprevista)030 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di CATERINA CAGLIOTI (emorragia cerebrale)
031 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di MARIAROSA PAGANO (operata alla cervicale)
032 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di IULI X. SQUADRETTI (emorragia cerebrale)
033 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di mamma MARIAGRAZIA (emorragia cerebrale)
034 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di Genny Roperto (arresto cardiaco del marito)
035 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di Rosanna (Suocera in coma e figlia in esame)
036 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di Maria La Cava (difficoltà in famiglia)
037 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di Dott. Capillo (Ritenzione di urina)
038 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di Rosalia Passantino (Ka ovarico)
039 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di Savina Pandullo (uscita da coma)
040 TESTIMONIANZA PER GRAZIA di Santina La Grotteria (salpingi purulenti)
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