sabato 4 settembre 2010

14 - L'OBBEDIENZA DI NUCCIA

Nuccia sempre cercò di conoscere e compiere la volontà di Dio. Questa volontà a volte passa attraverso i pastori della chiesa, a cui Gesù ha detto: “Chi ascolta voi, ascolta me”. Nuccia aveva una devozione unica nei confronti del Sommo Pontefice. Nel messaggio 'Contro una cultura di morte' invitava gli uomini ad ascoltare la voce del papa. “La maggior parte degli uomini sembra diventata sorda alla voce di Dio, che oggi passa attraverso le labbra di Giovanni Paolo II. Egli tuona, come il Battista, contro ogni cultura di morte, che è contraria alla parola di Dio, unica fonte di vita e di autentica felicità”. La stessa devozione l’aveva nei confronti del Vescovo e dei sacerdoti. Pregava per la loro santificazione. Questa intenzione, associata a quella per la conversione dei peccatori e la riparazione delle offese fatte a Gesù, costituiva il cuore della sua offerta al Signore come vittima d’amore.



Verso le sue guide spirituali aveva una tenerezza e una devozione particolare. A loro apriva il suo cuore e con docilità seguiva i loro consigli. Il sacerdote Don Dino Piraino la consigliò quando si abbatté sulla famiglia il momento difficile della scelta affettiva di Cristina. Nuccia, benché avesse tanta amarezza nel cuore ed era convinta dell’opportunità di fare sedimentare le passioni che prorompevano nei vari protagonisti, fece una lettera a Cristina che è un gioiello di psicologia.

Nel suo Diario-testamento prima del 1980 Nuccia scrive: “Prego anche per i sacerdoti e in particolare per il mio padre spirituale (foto) Don Giovanni Capellupo (quanto bene ho ricevuto), prego per Padre Antonio, Padre Ignazio, Don Conte, Padre Rosario”.

Dal 1990 fino alla morte, in modo particolare, consigliere spirituale di Nuccia e suo confessore sono stato io Padre Pasquale Pitari, Cappuccino.

Conosciamo la corrispondenza tra Nuccia e vari sacerdoti a cui essa fu legata da vincoli spirituali. Ma, ad onore della verità, oltre i sacerdoti, anche tante suore e laici hanno colloquiato in profondità con Nuccia. Nella biografia sono ricordati il cappuccino Padre Mariano da Torino (foto) , Natuzza Evolo, mistica di Paravati, (foto) Suor Genoveffa Birolini, Suor Carla Aliberti, Lina Martinoli e altri.


La cugina Ida Chiefari sui rapporti di rispetto e di obbedienza di Nuccia nei confronti della chiesa dice: "Molti sacerdoti venivano a trovarla e con loro si confessava. Da essi riceveva con gioia e grande emozione la Santa Eucaristia. Li ascoltava con attenzione e metteva in pratica ciò che loro le suggerivano. Nuccia fu sempre obbediente, cercava di conoscere e compiere la volontà di Dio che spesso si manifesta attraverso la guida spirituale dei sacerdoti. Era attenta alla dottrina che la Chiesa attraverso il Papa dona al popolo e leggeva le varie encicliche; questi documenti li riteneva importanti come guida per il popolo cristiano, necessari per riflettere sulla Verità. Amava la chiesa e diceva: “La chiesa è la guida sicura, la strada da seguire per procedere nel cammino” e pregava per essa, per la santificazione dei sacerdoti e soprattutto per coloro che si trovavano nel dubbio, nella tentazione, nella prova, nel peccato e s’immolava per loro”.

L’amico e confidente Emilio Rinaldo ricorda: “So che Nuccia aveva un bel rapporto con i sacerdoti, suoi confessori e consiglieri spirituali ed era attenta alle loro indicazioni. Amava la chiesa con devozione filiale. Aveva una tenerezza spirituale verso la persona del papa Giovanni Paolo II°. Ascoltava, inoltre, volentieri il magistero della chiesa. Nei sacerdoti vedeva la figura di Gesù, pastore delle anime” .

1 commento:

teresa ha detto...

La grande Nuccia come Maria ha pronunciato il suo "fiat" vedendo il suo corpicino contorto non come una prigione che la teneva schiava sulla terra, ma come sentiero che attraverso la sofferenza la conduceva alla sua meta ambita: il Cielo.